di Dario Migliucci
Indro Montanelli non aveva dubbi: l’Italia, per liberarsi di Silvio Berlusconi, aveva bisogno di Silvio Berlusconi. Aveva bisogno di vederlo governare e di vedere gli effetti del suo Governo sulle proprie tasche e sulle proprie libertà.
E la vittoria di Francesco Rutelli nelle elezioni Politiche del 2001, sembrava solo un miraggio: “Parliamoci chiaro – aveva affermato il fondatore del Giornale durante un colloquio con Micromega – la maggioranza degli italiani quest’uomo lo vuole e non da oggi, dal giorno della discesa in campo”.
Ma il successo di Silvio Berlusconi, per quanto nefasto, avrebbe avuto anche i suoi effetti benefici: “Io voglio che vinca – aveva spiegato a Repubblica – faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore”.
Il Cavaliere ha vinto. Gli italiani hanno affidato a lui e alla sua bacchetta magica le speranze di un futuro ricco e felice. Poi lo hanno visto all’opera. Ed hanno capito. La Casa delle Libertà ieri ha incassato una sconfitta storica, Forza Italia è uscita dalla tornata elettorale con le ossa rotte. Berlusconi, si sa, fa sempre le cose in grande, soprattutto quando perde.
Indro Montanelli, l’anticomunista diventato comunista quando il Cavaliere è sceso in campo, aveva previsto tutto.
“Ci libereremo di Berlusconi come del vaiolo, con il vaccino. E l’unico vaccino è che provi a governare – aveva chiarito il giornalista – Berlusconi andrà al potere e gli italiani capiranno finalmente. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Solo dopo saremo immuni”.
Un vero peccato che Montanelli non ci sia più, che non possa godersi una giornata così, con il “piazzista di Arcore”, i suoi “servi” e suoi “killer” sconfitti e umiliati.
E che non possa dire: “Io l’avevo detto”.
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